language_image
canadianflagOspitalità canadese & pendii di neve fresca incontaminati
Partner logos
Snow Forecast White Wilderness Heliskiing

Benvenuti nell'immensità bianca

Storie 16 gennaio 2026

Fascino freeride – SKIMAGAZIN, 16 gennaio 2026

Benvenuti nell’immensità bianca

Come una lodge estiva per pescatori sportivi è diventata un comodo campo base per sciatori appassionati: da White Wilderness Heliskiing, in British Columbia, d’inverno le canne da pesca lasciano il posto a larghi sci da powder. Un racconto in prima persona – e una storia su uno dei mestieri più belli del nostro pianeta.

Una Ferrari dovrebbe essere rossa. Questa è nera, nerissima. Non va su strada: vola. E non risponde a nomi come Testarossa o Gran Turismo, ma a quello di Eurocopter A-Star. Per il pilota Tanner è il posto di lavoro più bello del mondo. «La mia Ferrari volante è veloce e agile, elegante da pilotare», si entusiasma. Ora compie una piroetta e scruta il terreno prima di posare la sua libellula con precisione millimetrica su una cresta piuttosto stretta, accanto a paline con bandierine rosse. Questo sì che è lavoro di precisione! Nulla di più, ma di certo nulla di meno, ci si aspetta da Tanner, considerato uno dei migliori nel suo campo in tutta la British Columbia. Con la luce piatta non saremmo riusciti neanche lontanamente a capire dove finisse l’aria e cominciasse il terreno. Tanner semplicemente lo sa. Lo si potrebbe chiamare il vantaggio dell’esperienza.

Vista da dietro nell'abitacolo dell'elicottero

Durante il volo verso la zona di lavoro, pilota e guida si coordinano da vicino. © WWH

Mentre scendiamo chinati dalla Ferrari di Tanner e ci accovacciamo nella neve con il rotore ancora in movimento, la guida Eliel scarica gli sci. Il pollice alzato segnala al pilota che può decollare. Sollevando un pennacchio di neve, Tanner ruota la macchina di 180 gradi, si tuffa come un base jumper e sfreccia giù verso il pickup, dove caricherà il secondo gruppo per catapultarlo di nuovo in quota. Nel momento in cui l’elicottero sparisce, lo sguardo corre sull’infinita distesa delle Skeena Mountains e si posa sulle Seven Sisters all’orizzonte, un massiccio dalle sette cime e il simbolo dell’altra sponda dello Skeena River. Per qualche secondo tutto è silenzio, quasi raccoglimento. Poi scattano gli attacchi. Si estraggono le maniglie degli airbag da valanga e si allacciano le fibbie degli zaini. Se il formicolio nelle gambe e l’attesa di una discesa indescrivibile nella mite luce pomeridiana, in mezzo a un mare di cime, potessero produrre un suono, sarebbe assordante.

Nel powder come oche canadesi

La guida Eliel apre la strada. Noi seguiamo in formazione a V, come oche canadesi, mantenendo una distanza di rispetto per non innescare valanghe. Il powder leggero, alto fino al ginocchio, è dolce come passare un dito nella panna montata. Mentre attacchiamo il pendio di neve fresca, Tanner ci rimbomba sopra la testa a bassa quota. Chi ha vissuto questo spettacolo anche una volta sola – il battito dell’elicottero, il powder morbido fino alle orecchie, i cristalli di neve sollevati dai rotori, il sole e il cielo blu – è perduto per sempre e irrimediabilmente dipendente. Una guida e quattro minuscoli sciatori circondati da «The Big White». Il contrasto con le piste delle Alpi, dove in certe giornate fino a 10.000 sciatori si accalcano attorno a una manciata di impianti, difficilmente potrebbe essere più netto.

Nel bosco si separano i bravi dai fuoriclasse

Più in basso, nel bosco, i bravi sciatori si separano dai bravissimi. A Eliel, cresciuto nel Canada orientale dove ha gareggiato nel freestyle, piace ripido. Anche su terreni a 40 gradi scia sempre sulla linea di massima pendenza, salta ogni salto di roccia e tratta gli alberi come pali da slalom. Il tree skiing non è privo di pericoli. Sotto i rami si nascondono i tree well: chi cade a testa in giù in una di queste buche, che si formano attorno ai tronchi e possono essere profonde diversi metri, rischia di soffocare nella neve accumulata senza fondo se i soccorsi non arrivano in fretta. Nel bosco si scia quindi sempre in coppia, restando a vista e gridando di continuo «Hejo». E se qualcuno dovesse perdersi tra i fitti cedri canadesi, ogni ospite e ogni guida porta con sé una radio.

Freerider su terreno aperto con vista sul panorama montano

© WWH

IMPRENDITORI DELL’HELISKIING PER CASO

Quando più tardi, quello stesso giorno, Tanner parcheggia la sua Ferrari proprio accanto alla lodge di White Wilderness Heliskiing, ogni ospite scende dall’elicottero con gli occhi che brillano. Il libro di bordo registra 19 run e quasi 10.000 metri di dislivello. Nessuno ne è più contento di Michael Brackenhofer, Guiding Manager e Lead Guide. In questo ruolo, e naturalmente in stretto coordinamento e in dialogo costante con le sue guide e con i piloti degli elicotteri, è responsabile di un intero fascio di domande da cui il team deve ricavare insieme le proprie decisioni: che cosa farà il tempo? Quanto è alto il pericolo valanghe? Dove si può volare senza restare intrappolati se arriva la nebbia? Come vanno composti i gruppi perché ogni ospite viva l’esperienza che desidera? Quanto carburante serve agli elicotteri? Quando devono rientrare alla lodge per rifornirsi?

Brackenhofer è un veterano del settore heliskiing. Di White Wilderness Heliskiing non si può ancora dire altrettanto: l’azienda è tutt’al più un’adolescente. Il motivo è che per molti anni la lodge veniva usata soltanto d’estate, come alloggio per pescatori sportivi. Uno dei due proprietari è un appassionato pescatore a mosca e aveva quindi soggiornato più volte allo Skeena Salmon Lodge, gestito da una coppia tedesca nei pressi di Terrace. Lo Skeena River, che scorre proprio davanti alla porta della grande casa in tronchi, d’estate è una mecca per i pescatori a mosca. Quando la coppia tedesca si mise a cercare un investitore, lui salì a bordo. E quando più tardi i due vollero vendere per ragioni d’età, sembrò quasi inevitabile che l’ospite abituale rilevasse l’intera lodge – inizialmente, però, solo per la stagione estiva.

Fra le nevicate più abbondanti della British Columbia

La svolta arrivò quando mostrò la lodge a un amico. L’amico era un appassionato di heliskiing e riconobbe subito il potenziale invernale della struttura. Era certo che le immense foreste e le imponenti catene montuose tutt’attorno avrebbero garantito un terreno fantastico. Le nevicate nelle Skeena Mountains sono inoltre tra le più abbondanti di tutta la British Columbia. Così i due amici diventarono anche soci in affari. Come primo passo il duo si assicurò l’accesso esclusivo a un’area di 2.200 chilometri quadrati. I nuovi arrivati inaugurarono la loro prima stagione nel 2015. Nuovi run si aggiungevano quasi ogni giorno e l’esperienza sugli sci migliorava di giorno in giorno. Poco prima della pandemia ebbero l’occasione di prendere in concessione altri 1.000 chilometri quadrati e la colsero. Oggi un paese delle meraviglie invernale in formato XL, esteso su 3.200 chilometri quadrati, attende i 24 ospiti al massimo che la lodge può accogliere. WWH offre loro un mix perfetto di ampi pendii glaciali aperti e mozzafiato discese nel bosco, con molte opzioni vicino alla lodge per le giornate di brutto tempo.

Aurora boreale sopra la lodge

Con un po’ di fortuna gli ospiti possono persino vedere l’aurora boreale. © WWH

Questo, però, è solo uno degli assi nella manica di WWH. Il secondo è la vicinanza alla piccola città di Terrace, raggiungibile da Vancouver in appena un’ora e mezza di volo. Da lì la lodge dista meno di mezz’ora, mentre per arrivare agli operatori concorrenti si perdono spesso due giornate in trasferimenti con navette. L’asso numero tre è la lodge stessa. Sorge accanto al fiume, a fondovalle, dove il terreno non è sempre completamente coperto di neve, e vicino alla highway, il che smorza un po’ la sensazione di natura selvaggia. In compenso vanta dotazioni eccezionali. Mentre altre lodge spesso non offrono più di una vasca idromassaggio all’aperto, WWH dispone di un enorme idromassaggio per dodici persone, di una sauna in tronchi e di una vera oasi wellness con bagno turco, biosauna e cabina a infrarossi al piano interrato, sotto la palestra attrezzata in modo eccellente. Proprio accanto ci sono calcio balilla, biliardo e ping pong per quando il tempo è troppo brutto per volare. Nessuno desidera una giornata a terra, ma quando capita non c’è alcun rischio di annoiarsi.

Un’esperienza culinaria eccellente

A proposito: Brackenhofer e la lodge manager Eve Mitchell sanno di non poter controllare il tempo, le condizioni valanghive o il manto nevoso, ma possono senz’altro controllare ciò che arriva nel piatto. Per questo danno grande importanza a una cucina raffinata, con il maggior numero possibile di prodotti regionali di coltivazione biologica. La carne arriva dagli allevatori della zona e le verdure dalle serre della valle, tra cui la Current Creek Farm, distante appena un chilometro. «I nostri ospiti sono abituati ad alloggiare e a mangiare al massimo livello durante le loro consuete vacanze sugli sci nelle Alpi. È quello che conoscono, ed è quello che devono trovare anche qui», riassume la filosofia Mitchell, mentre il suo team serve halibut appena pescato nel vicino Pacifico. Con l’aperitivo erano già stati serviti sushi e capesante, un piacevole contrasto rispetto alle chicken wings e ai nachos di altre lodge. Una carta dei vini con selezioni interessanti dal Nuovo e dal Vecchio Mondo completa l’esperienza culinaria.

Vasca idromassaggio all'aperto di notte

© WWH

Settimane VIP con sciatori di livello mondiale

Questo impegno ha portato WWH, in pochi anni, tra i migliori operatori boutique di heliskiing della British Columbia. Aiuta certamente anche il fatto che ciascuno dei due elicotteri serva soltanto tre gruppi da quattro ospiti, riducendo al minimo i tempi di attesa al pickup. I gruppi non altrettanto veloci sono spesso ben felici di riprendere fiato per un momento. E sì, il ritmo può essere davvero elevato, soprattutto durante le speciali settimane heli VIP condotte da ex sciatori svizzeri di livello mondiale come Daniel Mahrer, Didier Cuche e Franco Cavegn.

Anche Glen Plake è stato da WWH. I proprietari hanno incontrato la leggenda americana del freeride alla fiera degli articoli sportivi ISPO. Erano andati a Monaco per avviare partnership con i produttori di sci, ma molti grandi marchi ignorarono i nuovi arrivati. Quasi per caso finirono allo stand di Elan e conobbero Plake, uno degli ambasciatori del marchio sloveno. Anche i dirigenti di Elan si interessarono alla nuova lodge di heliskiing, e nacque una partnership sugli sci che dura ancora oggi. Plake, naturalmente, ha poi visitato di persona anche le Skeena Mountains. In qualche modo, nonostante la sua inconfondibile cresta, è persino riuscito a entrare nella Ferrari volante. «Adoro sciare qui», si è entusiasmato dopo il punk rocker della scena. Nel frattempo si sono aggiunti altri due sponsor, Head e Burton, così gli ospiti possono provare gratuitamente i modelli freeride più recenti di Elan e Head e gli snowboard Burton.

Il powder migliore del pianeta

La mattina dopo nuvole basse stazionano sulla valle dello Skeena River. Mentre la maggior parte degli ospiti dorme ancora e qualche volenteroso partecipa alla lezione di stretching, le guide heli si riuniscono per il briefing sulle condizioni. Chi vi ha assistito anche una sola volta capisce subito quanto sia assurdo dire a questi uomini, e alle poche donne fra loro, che giocare ogni giorno nel powder migliore del pianeta non possa essere un lavoro duro. Si assumono una responsabilità enorme, perché da WWH la sicurezza viene sempre prima di tutto. Definire la strategia della giornata è un compito complesso.

Il mestiere più bello del mondo

Durante la colazione Eliel ci dà il via libera: le nuvole si sono quasi completamente diradate, si vola! Tanner toglie il telo notturno dalla sua Ferrari e pochi istanti dopo i rotori cominciano a battere. Run con nomi come «Most Magnificent» e «Ski World» promettono una giornata epica. E siamo già in caduta nel primo pendio di powder intatto. Oggi sciamo con Michaela, l’unica donna del team di guide. Quando in fondo togliamo gli sci e aspettiamo il pickup, dice al nostro gruppo di quattro con un largo sorriso: «Adoro l’heliskiing!»

Forse ha ragione. Forse le guide hanno davvero il mestiere più bello del mondo.

Testo: Günter Kast; foto: WWH/Nicole Kunas

Le guide eseguono un test Rutschblock sulla stabilità del manto nevoso

Le guide usano il test Rutschblock per valutare la stabilità del manto nevoso – perché la sicurezza ha sempre la massima priorità. © WWH

Come arrivare a White Wilderness Heliskiing

Informazioni generali

www.supernaturalbc.com

Viaggio

Con Air Canada (www.aircanada.com) – l’attrezzatura da sci viaggia gratuitamente – diretti da Zurigo, Monaco o Francoforte a Vancouver e in giornata fino a Terrace, così gli ospiti possono già godersi la prima cena insieme in lodge il giorno stesso della partenza. Chi arriva con altre compagnie aeree fa bene a pernottare al The Fairmont Vancouver Airport (www.fairmont.com/vancouver-airport-richmond). Le sue camere insonorizzate hanno vetrate a tutta altezza che si affacciano direttamente sulla pista. Il giorno seguente il viaggio prosegue con Air Canada fino a Terrace, circa 800 chilometri a nord di Vancouver e a 60 chilometri dal Pacifico, seguito dal breve transfer alla lodge.

Documenti d’ingresso

Sono necessari un passaporto valido ancora almeno sei mesi e una registrazione eTA: www.cic.gc.ca/english/visit/eta.asp

Tour operator

White Wilderness Heliskiing: www.wwheliski.com. In Germania consulenza e prenotazioni sono disponibili presso gli specialisti dell’heliskiing di Aeroski Reisen Dr. Erben GmbH: www.aeroski.com

Vancouver

Alla città più grande della British Columbia conviene senz’altro dedicare più giorni (www.destinationvancouver.com). Il Vancouver Destination Experience Pass è un’ottima scelta e offre numerosi sconti. Anh and Chi (https://anhandchi.com) propone autentica cucina vietnamita a prezzi moderati e ha ottenuto un Bib Gourmand. Chi cerca la cucina d’autore prenoti un tavolo all’Hawksworth Restaurant (www.hawksworthrestaurant.com), nel venerando Hotel Georgia del gruppo Rosewood, in centro città. Come già detto, il The Fairmont Vancouver Airport è una soluzione comoda per soggiornare e può anche custodire i bagagli da sci.

Per saperne di più sulla cultura e sulla storia delle First Nations, prenoti il tour Spoken Treasure con Talaysay Tours (www.talaysay.com). Inizia allo Stanley Park, un tempo territorio abitato dalle comunità indigene. Vivamente consigliato!

Fonte: SKIMAGAZIN, Günter Kast, «Benvenuti nell’immensità bianca», 16 gennaio 2026.

Condividi questo articolo